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Chi ha fatto i miei vestiti?(Who made my clothes?)

Chi ha fatto i miei vestiti?(Who made my clothes?)

Sulla rete troverete molte informazioni relative alle campagne del Fashion Revolution che sia a livelli italiani che mondiali cercano di far nascere dentro di noi la domandina: “chi ha fatto i miei vestiti?” .

Chi li ha cuciti? In che condizioni? Chi ha incollato le mie scarpe?  Chi ha tagliato il materiale? In che condizioni hanno lavorato nei campi di cotone e…quanti anni avevano?

Stupirvi con immagini terribili sarebbe semplice. Ma non è il nostro lavoro. Vi sono film (” The true cost ” ad esempio) campagne mondiali ( Campagna abiti Puliti http://www.abitipuliti.org/ e la stessa Fashion Revolution http://fashionrevolution.org/) e testate giornalistiche atte a questo.

Noi abbiamo scelto la via delle “storie da indossare”. Noi abbiamo i sorrisi di Valentina, di Manuela ma anche dei coltivatori di bambù in Cina o dei timbratori di tessuto in India… dietro ogni capo FairMade c’è la ricerca di una bella storia di vita, di un lavoro retribuito e valutato che fa sì che il vostro abito, le vostre calze , le vostre scarpe e persino il vostro intimo vi parlino di economia sostenibile.

Significa che un acquisto qui è un piccolo investimento in tradizioni,cura, ricerca di fibre vegetali meno inquinanti,..insomma un circolo virtuoso.

Significa anche che se paghiamo bene le persone per fare un lavoro lo faranno meglio, con cura, con attenzione ai dettagli. Significa che si posso produrre abiti a prezzi ragionevoli senza calpestare l’ambiente, i diritti umani e il futuro del nostro pianeta. Significa che una scarpa o un paio di panataloni possono essere prodotti in modo etico e sostenibile e avere dei prezzi assolutamente contenuti. Ci vuole organizzazione, ricerca, un pizzico di talento. Ma quando vi dicono che non è possibile mentono.

Si può se si lavora tutti in modo più umano.

Si può se si accetta di non arricchirsi sulla pelle degli altri.

Si può se lo scopo del proprio lavoro è stare bene e far stare bene. Chi lavora. Ma anche chi indossa. Perchè un capo fatto con cura non avvelenerà la vostra pelle, e vi vestirà rispettando il vostro corpo. Si adatterà a voi e non pretenderà il contrario. Semplicemente perchè sarà fatto bene. Ecco perchè ci chiamiamo FairMade.

Questa è la nostra Fashion Revolution. In questa settimana ci pareva giusto raccontarvela. Poi le “storie da indossare” sono qui che vi aspettano…basta chiedere e sedersi sul divano rosso e noi…ve le racconteremo.

 

1Commenta
  • Roberta Alessandri
    23/04/2017

    Ogni nostro gesto d’acquisto è un premio per chi ha pensato e realizzato il prodotto. É fondamentale dunque che il nostro acquisto sia la conseguenza anche di una scelta consapevole, non solo per la parte estetica ma soprattutto per la componente etica. Chiediamoci sempre qual’è la filiera che sottintende il prodotto che abbiamo acquistato. Se il nostro acquisto finanzia un brand della grande distribuzione o un piccolo artigiano. Chiediamoci chi contribuisce all’occupazione e all’economia dei nostri territori. Chi crea il proprio business attraverso processi di delocalizzazione e chi invece crea valore collettivo. Ecco… Facciamoci tutti qualche domanda in più!

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